Negli impianti produttivi moderni l’energia elettrica non è solo un costo, ma una vera e propria leva strategica. Tra i temi meno “visibili” ma più rilevanti in ambito di automazione industriale ci sono gli impianti di rifasamento industriale, fondamentali per migliorare l’efficienza energetica e ridurre le perdite.

Per capire di cosa si tratta, bisogna partire dal concetto di fattore di potenza. In molti stabilimenti sono presenti carichi induttivi come motori elettrici, trasformatori, saldatrici, compressori e inverter. Questi dispositivi assorbono non solo potenza attiva (quella realmente trasformata in lavoro), ma anche potenza reattiva, che non produce lavoro utile ma circola comunque nella rete. Quando il fattore di potenza si abbassa, aumentano le correnti in gioco, le perdite sui cavi e i costi in bolletta, anche sotto forma di penali.

Un impianto di rifasamento interviene proprio su questo aspetto. Attraverso batterie di condensatori, spesso gestite da regolatori automatici, viene compensata la potenza reattiva assorbita dai carichi induttivi. Il risultato è un miglioramento del cosφ (coseno di phi), una riduzione delle correnti circolanti e un utilizzo più efficiente dell’infrastruttura elettrica esistente.

In un contesto di automazione industriale, il rifasamento non è più solo una questione di evitare sanzioni da parte del fornitore di energia. È diventato un elemento integrato nei quadri elettrici principali e nei sistemi di supervisione. Oggi i moderni sistemi di rifasamento sono dotati di controllori digitali, interfacce di comunicazione Modbus o Ethernet e possono dialogare con PLC e sistemi SCADA. Questo consente di monitorare in tempo reale parametri come tensione, corrente, armoniche e stato delle batterie di condensatori.

Un aspetto spesso sottovalutato riguarda la presenza di armoniche nelle reti industriali. L’uso diffuso di azionamenti a velocità variabile (inverter) e alimentatori switching può introdurre distorsioni che, se non gestite correttamente, rischiano di danneggiare i condensatori. Per questo motivo, negli impianti più evoluti si utilizzano sistemi di rifasamento con reattanze di filtro o soluzioni di rifasamento dinamico, progettate per operare anche in ambienti elettricamente “disturbati”.

Dal punto di vista economico, l’investimento in un impianto di rifasamento si ripaga spesso in tempi relativamente brevi. La riduzione delle penali, il miglioramento dell’efficienza e la possibilità di sfruttare meglio la potenza disponibile dal contratto di fornitura rendono questa soluzione particolarmente interessante per aziende energivore. Inoltre, un migliore fattore di potenza contribuisce a ridurre il riscaldamento dei componenti e ad aumentare la vita utile delle apparecchiature.

Non va dimenticato il ruolo della manutenzione. Anche se si tratta di sistemi generalmente affidabili, le batterie di condensatori sono soggette a invecchiamento. Controlli periodici, verifiche termografiche e monitoraggio continuo aiutano a prevenire guasti e cali di prestazione. Nei contesti più strutturati, questi dati vengono integrati nei sistemi di manutenzione predittiva, coerentemente con i principi dell’Industria 4.0.

In definitiva, parlare di impianti di rifasamento industriale significa parlare di qualità dell’energia, ottimizzazione dei consumi e integrazione intelligente tra impianto elettrico e sistemi di controllo. Non è un tema spettacolare come un nuovo robot antropomorfo o una linea automatizzata, ma rappresenta uno di quei dettagli tecnici che fanno davvero la differenza nella gestione efficiente di uno stabilimento moderno.

 


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