Quando si parla di realizzazione cabine di media tensione per industrie, si entra in un ambito strategico per qualsiasi impianto produttivo moderno. La cabina di media tensione non è solo un punto di trasformazione dell’energia elettrica: è il cuore dell’alimentazione industriale, il nodo da cui dipendono continuità operativa, sicurezza e qualità del processo.
In un contesto di automazione industriale sempre più evoluta – tra PLC, inverter, robot antropomorfi e linee interconnesse – la stabilità della fornitura elettrica è fondamentale. Un’interruzione o una fluttuazione di tensione può causare fermi macchina, scarti di produzione e, nei casi peggiori, danni a componenti elettronici sensibili. Per questo la progettazione della cabina deve partire da un’analisi accurata dei carichi, dei picchi di assorbimento e delle prospettive di espansione futura.
La prima fase riguarda lo studio preliminare: si valutano potenza impegnata, tipologia di macchinari, continuità richiesta e classificazione dei locali. In questa fase è essenziale dimensionare correttamente trasformatori, quadri MT e sistemi di protezione. Un errore di sottostima può tradursi in colli di bottiglia energetici; al contrario, un sovradimensionamento eccessivo comporta costi inutili e minore efficienza.
Le cabine di media tensione per uso industriale comprendono generalmente:
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Quadro di media tensione con interruttori e protezioni
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Trasformatore MT/BT
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Quadro generale di bassa tensione
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Sistemi di monitoraggio e supervisione
L’integrazione con i sistemi di automazione è oggi un elemento chiave. Sempre più spesso la cabina viene collegata a sistemi SCADA o piattaforme di energy management che permettono di monitorare in tempo reale consumi, assorbimenti e anomalie. Questo approccio consente non solo di prevenire guasti, ma anche di ottimizzare i costi energetici, individuando sprechi e migliorando l’efficienza complessiva dell’impianto.
Dal punto di vista normativo, la realizzazione deve rispettare le prescrizioni CEI e le normative di sicurezza vigenti. La corretta messa a terra, il coordinamento delle protezioni e la compartimentazione degli spazi sono aspetti che non possono essere trascurati. In ambienti industriali con presenza di polveri, umidità o atmosfere potenzialmente esplosive, le soluzioni costruttive devono essere ancora più rigorose.
Un altro aspetto spesso sottovalutato è la manutenzione. Una cabina ben progettata deve essere accessibile e organizzata in modo razionale, facilitando interventi ordinari e straordinari. L’adozione di sensori per il controllo della temperatura dei trasformatori o per la rilevazione di scariche parziali permette di passare da una manutenzione reattiva a una manutenzione predittiva, riducendo drasticamente il rischio di fermi improvvisi.
Nel contesto dell’Industria 4.0, la cabina di media tensione non è più un semplice “locale tecnico” isolato dal resto dell’impianto. È parte integrante dell’ecosistema digitale aziendale. I dati energetici possono essere integrati con quelli di produzione per calcolare indicatori come il consumo per pezzo prodotto o l’efficienza energetica di una linea automatizzata.
Per le aziende manifatturiere che investono in automazione, la realizzazione di una cabina di media tensione rappresenta quindi un passaggio strategico. Non si tratta solo di rispettare requisiti tecnici, ma di costruire una base solida su cui far crescere l’intero sistema produttivo, garantendo affidabilità, sicurezza e controllo nel tempo.
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